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Premessa

L'undicesimo bilancio pubblicato da Hera dalla sua costituzione conferma risultati economici ancora in crescita e valida l'impianto strategico multi-ultility in ottica multi-stakeholder di lungo periodo. Infatti, fin dalla sua costituzione, il Gruppo si è sempre mostrato capace di realizzare una crescita anche in scenari di crisi come quelli attuali.

Il contesto macro-economico sfavorevole, iniziato nel 2008 con la crisi del sistema finanziario, è culminato in una più ampia crisi dei debiti sovrani in alcuni paesi europei periferici ed ha portato, nel corso del 2012, la credibilità dell'Italia ai minimi storici (lo Spread Italiano verso il Bund tedesco chiude l'esercizio 2012 a 317 punti base, dopo aver superato i 520 punti base nella seconda metà dell'anno). L'Italia ha vissuto momenti d'instabilità politica che hanno portato alla caduta anticipata del Governo istituzionale e all'insediamento di un Governo tecnico ("Governo Monti") che ha operato in emergenza per uscire dalla contingente situazione critica. Alla fine dell'esercizio, il Paese si è tuttavia trovato con un Governo dimissionario, abilitato solo ad interventi di "ordinaria amministrazione" ed impossibilitato a proseguire le urgenti riforme istituzionali ritenute indispensabili. In Italia la crisi e le politiche di austerity imposte dalla situazione finanziaria generale e dagli stringenti criteri europei hanno inciso profondamente sull'economia nel 2012: i primi segni di recessione, manifestatisi a fine 2011, si sono infatti protratti e amplificati nel corso del 2012. Il prodotto interno lordo (Pil) destagionalizzato del 2012 mostra un calo di -2,4% rispetto al +0,5% del 2011 e le previsioni per il 2013 sono di un Pil con tassi di crescita ancora negativi, attorno al -1%. In Italia i livelli di produzione industriale hanno segnato un trend negativo del -6,7% che si aggiunge al -5,0% nel 2011, l'aumento delle esportazioni è diminuito a +2,3% (rispetto al +11,4% del 2011), così come le importazioni sono diminuite del -7,7% rispetto al dato positivo del 2011. Questo contesto è stato influenzato anche dal calo della domanda, degli investimenti (rispettivamente del -3,9% e del -8%) e dei consumi energetici, dove è stata registrata una flessione delle attività industriali del gas del -3,9% e un rallentamento nella domanda di elettricità (-2.8% rispetto al +0.6% del 2011).

Pure in questo difficile contesto, Hera ha continuato a perseguire con coerenza le proprie strategie, producendo un'ulteriore crescita dei risultati economici e ponendo le basi per un importante sviluppo futuro, come illustrato nel piano industriale al 2016, pubblicato nel mese di ottobre 2012.

La strategia sui mercati liberalizzati ha permesso una considerevole crescita dei clienti nel settore energia elettrica nel 2012 (+59 mila clienti), confermando la forza commerciale del Gruppo su un mercato sempre più competitivo e calmierando l'effetto di riduzione dei consumi a livello nazionale. Il Gruppo Hera ha potuto fare leva su nuove ed efficaci politiche e forze commerciali e di assistenza post vendita, che hanno determinato un elevato grado di fidelizzazione della clientela esistente e favorito un'efficace azione di cross selling. L'espansione delle attività elettriche del Gruppo ha contribuito, assieme ad una flessibile politica upstream, a contenere la riduzione dei margini unitari delle attività e il calo dei consumi del settore elettrico, oltre all'impatto negativo della variazione nell'esercizio dei "fair value".

Sul mercato del gas, il Gruppo ha riportato nel 2012 volumi di vendita in crescita del +4,8% (a circa 3,5 rispetto a 3,3 miliardi di metri cubi del 2011), sia grazie alla favorevole condizione della climaticità dei mesi invernali (compensando gli effetti del calo della domanda) sia all'aumento delle attività di trading (1,40 rispetto a 1,25 miliardi di metri cubi del 2011). Il positivo aumento della redditività dell'area gas è conseguenza anche dell'efficacia delle politiche di approvvigionamento e delle condizioni del mercato della materia prima.

Il mercato dello smaltimento dei rifiuti urbani e industriali ha evidenziato una contrazione dei volumi nella prima parte dell'esercizio, a causa della situazione di crisi del sistema produttivo e dei consumi nonché a causa di eventi eccezionali che hanno rallentato le attività produttive (la nevosità di febbraio ha ridotto l'utilizzo delle discariche del Gruppo). Grazie alla forte posizione di mercato, il Gruppo è riuscito a chiudere l'esercizio con un calo complessivo dei volumi dell'ordine del -4,9% (rispetto al -18,7% registrato nel primo trimestre dell'esercizio), calmierando gli impatti sulla riduzione dei consumi delle famiglie (che ha influito sulla produzione di rifiuti urbani nella misura di -2,1%) con un andamento dei volumi di rifiuti industriali stabile, andamento in controtendenza rispetto all'esercizio 2011. Nell'esercizio è proseguita l'azione di efficientamento nel sistema di gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata ha interessato una quota di oltre il 51% dei rifiuti urbani e l'aumento dei trattamenti attraverso la termovalorizzazione è cresciuta del 3,5% (da 923 a 955 mila tonnellate), con una produzione di energia elettrica incentivata in aumento del 2,2%. Le azioni implementate hanno premesso di consuntivare un risultato di Mol dell'area in leggera contrazione rispetto all'esercizio 2011, escludendo l'impatto negativo della fine del contratto CIP6 riconosciuto all'impianto WTE di Bologna (Frullo).

Le attività gestite in concessione nella distribuzione di energia, raccolta rifiuti urbani e servizio idrico integrato, che rappresentano il 54% del margine operativo lordo del Gruppo, hanno contribuito alla crescita dei risultati realizzati nel 2012, anche grazie agli investimenti effettuati ed agli adeguamenti tariffari riconosciuti dalle Authority. In particolare, nei servizi idrici è stato definito un nuovo sistema tariffario transitorio per gli anni 2012-2013, che ha eliminato la situazione di incertezza del settore, causata dal referendum abrogativo del giugno 2011, e che permette un più regolare sviluppo degli investimenti e delle attività.

La strategia di sviluppo per linee esterne ha condotto il Gruppo Hera a controllare una quota di maggioranza del Gruppo Acegas Aps (data di efficacia dell'operazione di fusione con la Holding Acegas Aps: 1 gennaio 2013). Gli effetti economico-finanziari dell'aggregazione si avranno pertanto sui dati di bilancio dell'esercizio 2013. Come descritto nella parte introduttiva del presente bilancio, l'operazione con Acegas Aps rappresenta la più rilevante aggregazione realizzata dal Gruppo e si stima possa apportare potenziali sinergie per circa 25 milioni di Euro incrementali a regime a livello di Ebitda nei prossimi 4 anni, nonché creare valore in termini di aumento di utili per azione (circa +8%). Infine, nel mese di novembre, è stata acquisita la società Energonut (dal Gruppo Veolia) con un impianto di termovalorizzazione in Molise che beneficia di un contratto Cip6 in scadenza nel 2016. L'espansione di Hera ha interessato anche le attività di generazione fotovoltaica con operazioni che hanno portato la capacità complessiva del Gruppo a 9 MW installati.

I conti dell'esercizio chiudono con un aumento del +13,4% degli utili netti, grazie anche al contributo di effetti straordinari positivi (fiscali e di rivalutazione di attività a valore di mercato). Depurando i risultati degli anni a confronto degli effetti straordinari e non considerando il contributo del contratto Cip6 nei risultati annuali del 2011 (terminato alla fine del 2011) per un confronto omogeneo, si registra una crescita positiva di tutti i principali risultati operativi e degli utili netti.

Dal punto di vista finanziario l'esercizio ha evidenziato una generazione di cassa operativa leggermente negativa pur scontando un incremento straordinario del capitale circolante di +140 milioni di Euro e investimenti per circa 288 milioni di euro. A seguito del terremoto, incorso a metà dell'esercizio in alcune zone circoscritte della regione, sono state emanate disposizioni di legge che hanno imposto dilazioni di pagamento nelle aree colpite, provocando un allungamento dei tempi d'incasso dei crediti.

L'impatto del terremoto può unicamente ritenersi relativo al circolante, poiché il Gruppo non ha registrato significativi danni patrimoniali né rallentamenti delle attività di gestione dei servizi. Va invece menzionato l'impatto sul circolante connesso alla congiuntura economica che ha influenzato negativamente i tempi di pagamento da parte della base clienti e la riduzione dei debiti commerciali connessa alla minore attività d'investimento dell'anno, che ha contribuito all'aumento del capitale circolante nella stessa misura dei debiti commerciali.

La posizione finanziaria netta di Gruppo, che sconta anche il finanziamento delle attività straordinarie di M&A (acquisizione di Energonut per 50 milioni di Euro e di alcuni impianti fotovoltaici per complessivi 14 milioni di Euro) e il pagamento del dividendo agli azionisti e alle minoranze (per complessivi 117 milioni di Euro), chiude a 2.210 milioni di Euro mantenendo l'indice Debt/Ebitda leggermente superiore a 3,2 volte (escludendo l'esborso per l'acquisizione di Energonut, che ha contribuito ai risultati economici soltanto a partire dalla conclusione dell'operazione, realizzata alla fine del 2012) e confermando la solidità finanziaria di Gruppo tra le migliori del settore.

L'esercizio 2012 rappresenta una solida conferma delle attese contenute nel piano quinquennale comunicato ai mercati finanziari nel mese di ottobre sia per i risultati raggiunti che per la realizzazione dell'aggregazione con Acegas Aps da cui dipende circa il 50% della crescita prospettica al 2016 del piano industriale. Alla luce della solidità degli indicatori economici e finanziari del Gruppo, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all'Assemblea degli Azionisti un dividendo di 9 centesimi di euro per azione, confermandosi in linea con quello dell'esercizio precedente e mantenendo la politica perseguita fin dalla costituzione del Gruppo.

 
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